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Pag.20 La Storia

Storia/ L’aviatore Francesco Baracca, un cavaliere del cielo.


L’Aviatore Italiano Francesco Baracca. (La foto è presa da wikipedia)

di Marco Mussetta – Bisogna tornare indietro di molti anni. Questa storia ha inizio più di un secolo fa, quando a Lugo (Ravenna), nasceva colui che sarebbe diventato in poco tempo un asso dell’aviazione militare del Regno D’Italia.

Francesco Baracca (1888-1918); il suo nome è entrato non solo nella storia ma anche nella leggenda.

Nei primi del ‘900 l’aviazione era ancora in uno stadio pionieristico i velivoli erano dei biplani o triplani, leggeri, lenti ma molto maneggevoli. I problemi di affidabilità meccanica erano costanti e per pilotare questi mezzi ci voleva anche molto coraggio.

Inizialmente la carriera militare di Baracca è alla Scuola di Cavalleria di Pinerolo (1909); solo successivamente e non in Italia divenne pilota di aerei. Apprese le tecniche di volo in Francia e fin da subito emerse la sua capacità di pilotaggio acrobatico, nel 1914 entra a far parte dell’aviazione italiana. Intanto lo scenario politico europeo iniziava a scricchiolare paurosamente; scoppiò quindi la grande guerra.

Baracca prese parte al conflitto come pilota del Regio Esercito italiano, dopo diversi scontri aerei nei quali non riuscì a vincere dei duelli, nel 1916, finalmente ebbe la meglio sul suo primo avversario nei cieli di Gorizia. Venne insignito per questo della medaglia d’argento; da qui in poi fu tutta un’ escalation di successi che lo portarono a elevare il suo grado a Maggiore.

Le sue vittorie ufficialmente riconosciute furono 34, ottenute in un breve periodo di tempo poiché morirà abbattuto dal fuoco austriaco di terra nel 1918, durante un operazione di mitragliamento al suolo. La sua morte però è avvolta dal mistero poiché non si seppe esattamente come i fatti realmente avvennero. La poca chiarezza sulla sua morte aumentò il mito di Francesco Baracca.

Tra i suoi estimatori anche il poeta Gabriele D’Annunzio, bisogna ricordare che lo stemma che appariva sul lato sinistro del suo aereo, era un cavallino rampante. Pochi anni dopo sarebbe stato adottato come marchio sulle auto prodotte da Enzo Ferrari, il quale chiese ai parenti di Baracca di poter utilizzare lo stesso stemma del pilota di Lugo.

In battaglia Baracca era molto corretto, un uomo dal temperamento cavalleresco anche quando si rendeva necessario sparare.

Egli non mirava mai al pilota ma cercava di colpire solo l’aereo nemico, spesso quando vinceva un duello, atterrava immediatamente vicino all’aereo abbattuto per verificare lo stato di salute dello sconfitto e congratularsi con lui per la battaglia.

Questo aspetto di Francesco Baracca non fa altro che elevarne maggiormente il valore non tanto come pilota, che era già immenso, ma come uomo d’armi d’ altri tempi.

Francesco Baracca esempio di lealtà, coraggio e dimestichezza nel manovrare gli aerei, un cavaliere del cielo.

Marco Mussetta

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Fondatore dei Blog "Rassegna Stampa Militare", "Studenti Creativi, "Le Orme dei Dinosauri", "Cronache Venosine"

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