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Tulear/ Madagascar. Una terra da scoprire per turismo o per la pensione, ma intanto aiutiamo gli alluvionati.


Antonio Conte

Antonio Conte

Antonio Conte – Rieccoci al Venerdì, avevo già apprezzato il sapore particolare di scrivere di Venerdì. Ancora una volta leggo un articolo superbo di reportage di Imma Vitelli, per Vanity Fair sulla Guerra del Cioccolato in Madagascar. Le piantagioni di cacao pare, sono molte, ma davvero piccole e bastano a una piccola famiglia, molti non hanno un terreno coltivabile e allora si procurano i bacelli illegalmente, con risvolti incredibili. La giornalista di Vanity Fair a visitato la parte nord orientale dell’isola del Madagascar, che è la quarta isola più grande al mondo, dopo la Groenlandia per lo più disabitata, la Nuova Guinea ed il Borneo.

Altrove scopriamo che sull’isola di è ricchi se si ha un reddito di appena 500 € da single, per due persone ne bastano 700 di euro. Lo stipendio legale è circa 33 euro e per affittare una casa ben rifinita con tre o quattro locali più servizi si va dai 100 ai 150 euro al mese. Da poco si può anche comprare un terreno, invece per gli investimenti lo stato del Madagascar prevede una concessione in comodato rinnovabile di 99 anni.

Pare proprio che scrivere di Venerdì abbia il sapore particolare dell’avventura. E allora concediamocela, almeno virtualmente, scopriamo quest’isola incontaminata. Penso che sia come partire prima dell’inizio del week end per stare poi, il lunedì, pronti nei luoghi esotici ad affrontare la magia del nuovo.

Ma scopriremo subito che il nuovo a volte deve essere aiutato a superare le sue difficoltà, tra l’altro difficili da conoscere per la scarsa informazione. Scopro quindi, in questo venerdì africano, un secondo articolo, mentre l’isola, si fa sempre più intrigante e mentre scopriamo affascinati che ha temperature che vanno dai 16 ai 35 gradi per tutto l’anno.

Per questa seconda storia ci interessiamo del sud del Madagascar, di Tutelar per la precisione, che è  “attraversata dalla linea Tropicale del Capricorno e – come dice il Dott. Vittorio Contedalla dorsale telematica internet, che risale dai fondali dell’Oceano per attraversare tutto il continente africano”. “Questo è luogo, in cui uno strano mix di natura e tecnologia – scrive Vittorio Conte, sul suo sito – convive con 18 etnie, di cui molte persone non hanno energia elettrica nelle case, ma che hanno imparato a vivere in armonia tra loro”. 

Ma questa gente ora ha qualche difficoltà, queste famiglie sono state coinvolte da un terribile ciclone con decine di morti e migliaia di sfollati, ora senza casa. Al mio illustre omonimo, il dott. Vittorio Conte, che ha lasciato l’Italia per vivere in aree naturali alla ricerca dei valori della vita nel segno della convivenza, rivolgo prima alcune email e poi una telefonata. E’ a San Remo, sua città natale dove sta organizzando un piano di soccorso per i suoi nuovi connazionali malgasci.

“Il Madagascar è un Paese fuori dal comune per diversi motivi, – mi spiega Contefa parte dell’Africa anche se è chiamato “isola-continente” poiché non ha quasi nulla dell’Africa, né gli animali feroci, né il clima e le piante tipicamente africane, anzi ha piante e animali, come i lemuri, che non si trovano in nessuna parte del mondo.”

Ma quanto è grande questa isola?

“Il Madagascar è grande il doppio dell’Italia ma ha solo 20 milioni di abitanti di cui circa un quarto abitano in una decina di città (di cui 1.500.000 nella capitale sita a circa 1.500 metri d’altitudine e si chiama Antananarivo) e gli altri 15 milioni sono diffusi sul vasto territorio, anche in zone ancora inesplorate.”

Mi accorgo che ama quella terra vero?

“Ha paesaggi di bellezza primordiale, come l’ultimo Paradiso del mondo, spiagge stupende e folgoranti estese oltre 5.000 km, parchi naturali unici al mondo con piante e animali scomparsi altrove da secoli. Le sue popolazioni sono di diversa etnia e religione che convivono pacificamente da sempre, senza guerre tribali o lotte, comuni in altri Paesi africani, con la cultura di antica origine indo-malesiana di considerare la Terra la madre comune di tutti ed accogliere gli stranieri come Ospiti”.

Dove vive precisamente in Madagascar?

“A Tulear, detta anche “Ville du Soleil” si trova nel sud del Madagascar, sulla linea del Tropico del Capricorno con circa 150.000 abitanti. Di recente, il 23 Febbraio scorso, è stata sconvolta dal ciclone HARUNA per cui stiamo facendo una raccolta di medicine ed attrezzature mediche per l’emergenza.

Può descrivere meglio i luoghi nella geografia e nella densità della popolazione?

“Il Madagascar che ho conosciuto di persona, che credo migliore di tutta l’isola si sviluppa intorno all’area di Tulear, all’estremo sud del Paese, a circa 1.000 km dalla capitale. La regione (o Faritany) di Tulear è la più estesa del Paese, pari a161.405 kmq, ossia ancora più estesa dell’unione delle 12 regioni italiane dalla Liguria-Emilia Romagna fino alla Calabria. Il confronto e’ ancora più eclatante se consideriamo che i residenti nell’area in Italia di cui sopra superano i 32 milioni di abitanti mentre nella regione di Tulear non arrivano neppure a 2,3 milioni, ossia 14 volte minore! Tulear ed i suoi immediati dintorni nel raggio di 20-25 km non arrivano a cumulare neppure 200.000 abitanti, di cui oltre 150.000 nel solo capoluogo. Tulear (oggi più spesso chiamata Toliara) detta anche “Città del Sole” (Ville du soleil) è una graziosa città con tutti i servizi: scuole, ospedali, università e aeroporto (con caratteristiche internazionali anche se non ancora aperto alle rotte internazionali) ed un’ambiente tra i più gradevoli del Madagascar, con splendide spiagge nei dintorni ed una barriera corallina ritenuta tra le più estese e belle del modo. Questo angolo di Paradiso, come già anticipato prima, il 23 Febbraio scorso e’ stato colpito da un ciclone devastante di cui in Europa nessuno ha parlato!”.

Prima di salutarmi mi piega che esiste un’associazione “Assoc. Italia-Madagascar”, che fa capo a lui come Presidente Pro-Tempore.  Non vogliono soldi, ma solo aiuti materiali. Da questo blog si apre pertanto un varco per incanalare potenziali soccorsi a quelle persone dando quanto possiamo: l’informazione, che a quanto pare, è così difficile da far passare attraverso il mainstream ufficiale.

Antonio Conte

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