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Dossier "Siria"

Siria/ Suspence. La storia infinita del dolore del popolo siriano


di Antonio Conte – Chi dei nostri lettori oggi, volesse sapere cosa accede davvero il Siria può fare due cose: andarci o leggere il blog di Suspence, che può trovare qui. Leggere i suoi post è avvincente, da circa due mesi schiva le bombe e la morte che le gira intorno fa raggelare il sangue.

Tutto ciò che la televisione ci racconta è così distante dalla realtà che viene quasi da ridere. Ci hanno fatto vedere i responsabili della Croce Rossa Internazionale ricevuta da Assad mentre in un salotto si offrivano biscottini. Abbiamo sentito la i portavoce del governo russo, consiglieri militari di Assad, che garantivano che il governo di Assad stesso non avrebbe usato le armi chimiche, mentre l’occidente mediatico quasi si compiaceva della notizia. Il ministro Terzi ha anche twittato un testo chiedendo ad Assad di smetterla con le bombe ed i genocidi di Daraya dove si parlava di 500 cadaveri. La Turchia sostiene di avere gravi difficoltà con gli aiuti ai profughi. Intanto Terzi incalza ed incarica l’Onorevole Margherita Boniver come Inviato Speciale di rinsaldare i rapporti con la Giordania ed il Libano, con quest’ultimo dice il comunicato stampa, sono eccellenti, la missione sarà di quattro giorni e pare si faranno molti colloqui, anche con i profughi. Ci sembra che sia ben poca cosa rispetto al quadro che vien fuori dai blog, in particolare da quello di Suspence, ma speriamo servano ad un maggiore impegno diplomatico.

Un blog di quelli veri, un vero diario di viaggio tra una pioggia incessante di bombe e pallottole. Si legge nel dettaglio che vi sono due fazioni in guerra tra loro: il governo siriano da una parte nel ruolo del cattivissimo e la sua gente dall’altra parte, nell’infelice situazione di dovere, ad uno ad uno, soccombere. I post di Suspence sono pochi è vero, ma densi. Sfido a trovare concentrazione, tempo e lucidità per scrivere non è certo cosa scontata.

Tuttavia ci narra la storia di Driss, un ragazzo di 26 anni che muore tra le sue braccia mentre si ricongiunge al sacrificio del padre in uno stesso ideale, la Siria libera dalle ingiustizie: Driss è stato falciato dai colpi di arma da fuoco del governo di Assad. Quindi, narra la storia del piccolo Amir intrappolatosi in un vicolo cieco durante la fuga e finito con dei colpi di pistola alla testa. Ed infine, del suicidio di Lamie, mai avremmo voluto sapere della sua scomparsa, anche qui, nelle nostre tranquille stanze, il dolore ci assale, Lamie era un riparo dalla tempesta per Suspence. Forse non era il contrario, così Lamie non c’è l’ha fatta, ha finito la sua esistenza da sola, dopo essere sprofondata nella sua disperazione.

Poco prima Suspence, si legge in fondo ad un suo post, si chiedeva pubblicamente in Twitter, se doveva tornare e se doveva mettere fine a questo suo viaggio nell’inferno siriano. Noi crediamo di sì, crediamo che dovrebbe tornare e per molte ragioni già dette. Le trovate scritte qui, in fondo a questa pagina. Da cronista ora dovrebbe testimoniare quanto ha vissuto in prima persona. E’ questo che conta, lo deve ai suoi compagni-ribelli.

Alla carissima Suspence, dico che non c’è lo fatta a inviarle le mie domande per una intervista. Da queste colonne, la mia vicinanza virtuale mista a preoccupazione poteva intralciare il suo lavoro, ho fatto qualche passo indietro per non ostacolarla, l’emozione di un incontro simile, benché virtuale, in un momento così drammatico come quello siriano, in cui lei è immersa, lascia davvero senza fiato, ma molti la sostengono in questa sua coraggiosa azione. Don Dino ad esempio.

Avrei voluto chiederle come vivono la maggior parte di quella gente senza un’economia attiva, quella dei negozi, delle attività aziendali, dei piccoli uffici. Come fanno tanti bambini, in questi due anni a vivere nel terrore, senza scuola, senza lavoro, senza gioia dei divertimenti e anzi con le stragi di minori e le fosse comuni.

Avrei voluto chiederle come fanno quelle madri e quelle mogli ad andare avanti. Sono con i mariti? Aspettano a casa con gli altri figli? Chi sono stati i suoi accompagnatori? E, che lavoro svolgevano prima della guerra? Erano parenti tra loro, quelli della sua scorta? E, ancora avete aiuti, di che tipo? Si sente la presenza degli aiuti umanitari dove si trova?

Carissima Suspence, le domande non mancano, ma mi chiedo semmai non sarebbe stato cinismo il mio, quello di approfittare della tua situazione. La scena è tua, tutta e completamente tua. Se vorrai mi farà onore ricevere le tue risposte ma solo quando sarai al sicuro e tranquilla.

Spero in qualche riga da parte di Don Dino Pirri, affinché mi aiuti a chiudere questo post, con parole nuove.

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