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Pag.04 Eventi e Raduni

Italia/ Roma. La sobria ma decorosa Festa della Repubblica.


Antonio Conte

di Antonio Conte – L’ossimoro di oggi è davvero inquietante per due importanti nodi, che qui proviamo a sciogliere. E’ il 2 Giugno 2012 e si discute se fare o meno la parata del 2 Giugno e se destinare quei fondi alla ricostruzione in Emilia del terremoto.

Nel primo nodo al pettine si mettono sullo stesso piano i fondi occorrenti per le celebrazioni del 2 Giugno con quelli necessari alla ricostruzione delle zone colpite dal terremoto, che ancora oggi continua a farsi sentire. La stretta concomitanza è determinata dalla sovrapposizione temporale degli eventi e dal problema di ristrettezze della spesa pubblica del governo. Molti gli astenuti alla discussione, ma proprio per questo quelli che discutono sembrano molto di più, complici i media che sembrano gradire chi propende per la cancellazione della Parata Militare.

La comunità italiana dell’Emilia e l’opinione pubblica italiana (o se si vuole la Padania e L’Itania* inisieme) è stata inaspettatamente investita da questo secondo sciame di scosse, che è ritenuto più colpevole del primo. Un dramma che si aggiunge alla sciagura: la perdita dei propri cari, del lavoro, delle prospettive future, della casa, del sonno e del sorriso si aggiungono ai nuovi disagi non già pochi dell’economia locale, delle tasse arretrate, dei “suicidi professionali“, della chiusura delle aziende.

Il Nord-Est è un’area importate per l’Italia, perché fornisce un modello economico, di sviluppo e di occupazione lavorativa, ma non sempre ha dato con la politica elettorale un esempio unitario in linea con quella Nazionale. Va tuttavia ricordato che alcuni cittadini padani abitano in questa zona. Un’area che rientra in quelle di quel progetto politico separatista che la Lega ha sempre rimarcato. Ma l’Italia siamo noi (con loro) ed è compatta: è una ed una sola bandiera.

Napolitano ben ha fatto ad affermare i valori dell’unità nazionale in questo momento, pur cedendo un po’ di terreno, in segno di doveroso rispetto per i caduti del terremoto per per coloro che in Emilia, hanno perso i propri cari.

La parata, a modesto avviso di chi scrive, andava fatta. I 2 o 3 milioni di euro per la parata sono soldi ben spesi, e sono molto meno di quelli dati alla Lega con il sovvenzionamento ai partiti. Tanti soldi dai quali   alcune decine di milioni sarebbero stati distratti da Belsito. Altra grande distrazione è stata operata nella Margherita da cui Lusi avrebbe fatto altrettanto. Ma l’elenco delle sottrazioni potrebbe, ahimè, continuare.

Qui invece vorremmo parlare di addizioni in cui le somme sono in positivo. La somma manifestazione è proprio quelle del 2 Giugno: di oggi. La parata esprime il sentimento unitario di ciascuno degli italiani che presente o meno a Roma vive un giorno di festa interiore. La gioia per la Libertà raggiunta non è un sentimento negativo, ne è in contrasto con il dolore emiliano. Gli stessi emiliani sono chiamati a rallegrarsi di ciò, in quanto è la forza positiva dell’andare avanti, di superare gli ostacoli insieme. La ricostruzione parte da qui, dall’essere uniti in questo momento anche formale ed istituzionale.

Certo, invece l’unità politica è da costruire, le differenza nelle visioni dei partiti vanno mediate e ci aspetta anche una importante scelta di campo per la partita europea in cui la Germania e la Grecia dovrebbero cambiare il proprio ruolo ed in cui le nazioni ad Est, che premono per l’ingresso in UE, dovrebbero darsene uno.

Il 2 Giugno è anche sostanza, non solo forma. E’ costruzione morale non solo spesa, male hanno fatto a non partecipare Antonio di Pietro e la Lega a questa Somma del 2 Giugno.

Da alcune note giornalistiche arrivano notizie che a Roma le celebrazioni per il 66° anniversario della proclamazione della Repubblica sono in corso, e sono, come era è stato riprogrammato, dedicate agli italiani colpiti dal sisma. E’ stata una parata sobria, senza la sfilata dei sistemi d’arma e senza cavalli, senza frecce tricolore, senza le fanfare dei Bersaglieri. Al passaggio davanti alla tribuna presidenziale, le bande marceranno con il rullare dei tamburi per sottolineare la vicinanza ai suoni che tutt’ora sprigiona il ventre della terra in Emilia.

“Il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, – si legge nella nota di Repubblica –  è arrivato all’Altare della Patria per rendere omaggio alla tomba del Milite Ignoto dove ha deposto una corona d’alloro al Sacello”.

Così sono iniziate le celebrazioni della Repubblica. Napolitano è stato accompagnato dal ministro della Difesa, Giampaolo Di Paola e dal capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Biagio Abrate, ed è stato accolto – si legge – da un lungo applauso. Al Vittoriano, c’erano il presidente del Consiglio Mario Monti, i presidenti di Camera e Senato, Gianfranco Fini e Renato Schifani e il presidente della Corte Costituzionale, Alfonso Quaranta. Il pubblico sempre sobrio e composto era meno numeroso del solito.

Il secondo nodo da sciogliere in questa importante giornata è il ruolo svolto dai New Media nei giorni scorsi. Grazie a questi si è reso possibile una rapida consultazione popolare, rimbalzata poi dai giornali tradizionali e dai servizi televisivi dei più importanti TG. Pare che il Governo abbia preso in buona considerazione questa magmatica proposta dal basso, ed avrebbe di fatto modificato un programma in preparazione da tempo. Serve impegno e tempo infatti per dispiegare una rappresentanza delle Forze Armate e molto di più per raggiungere la perfezione tecnica ed operativa per un dato evento: per esempio il passaggio in formazione delle Freccie Tricolori.

Resta il rammarico che le Frecce Tricolori abbiano potuto volare nei cieli della Libia di Gheddafi con Berlusconi (insieme alla Lega), e senza che nessun cittadino abbia proferito parola di dissenso per lo spreco, unito a quello di veder cavalcare la Cavalleria d’Italia sotto il sessantesimo palco della Regina Elisabetta d’Inghilterra, mentre sotto quello d’Italia di Napolitano, no.

Questa consultazione ha evidenziato un nuovo modo di fare sondaggio, di partecipazione della cittadinanza alle decisioni di governo, al di là dei tentativi di questo di imbrigliare l’espressione popolare. La nuova partecipazione del cittadino è un fenomeno che va preso in debita considerazione. E’ necessario adeguare il sistema formativo per raccogliere i pareri anche dei meno abituati all’uso delle tecnologie da un lato e dall’altro adeguare la rete e le infrastrutture di collegamento hardware, per questa nuova avvincente sfida partecipativa.

Ma al momento auguriamo alla nostra Repubblica ed a tutti i cittadini giorni migliori con un mai retorico: Viva la Repubblica! Viva l’Italia!

Antonio Conte

*) Il neologismo, coniato da Antonio Conte, vuole indicare che nel analisi del fenomeno della Padania si è prodotta una nuova comunità di persone che si indignano di fronte ai discorsi di Bossi e dei Bossiani prima e di Maroni e dei maroniani ora. Per indicarli brevemente ha coniato questo nome “Itania” che vorrebbe indicare l’italia senza la Padania. Non rappresenta tuttavia una ripartizione geografica ma quel movimento di opinione di italiani contrari alla Padania.

Si ringrazia Repubblica per le foto e alcune informazioni

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Informazioni su Antonio Conte

Docente Miur - Laboratori Tecnologici e Tecniche della Comunicazione Multimediale

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