Annunci
Dossier "Libia"

Libia/ “Gheddafi non ha futuro La partita è quasi finita”


L’Ammiraglio Di Paola: le missioni finiscono solo quando si raggiunge lo scopo

MARCO ZATTERIN CORRISPONDENTE DA BRUXELLES

Allora, ammiraglio, il «gioco è finito» come ha detto il segretario della Nato, Anders Fogh Rasmussen? Oppure no, come si è portati a pensare leggendo le incerte notizie che arrivano dalla Libia? Giampaolo Di Paola, capo del Comitato Militare dell’Alleanza Atlantica, indica sulla carta del Mediterraneo meridionale i gangli dell’operazione «Unified Protector » lanciata con mandato Onu. Bengasi, Brega, Misurata, Tripoli, bandiere della caccia aerea al nemico. «Il gioco è finito per Gheddafi – assicura -, il rais non ha più un futuro. La tendenza è quella di un progressivo indebolimento del regime, militare e politico. Non può sperare di spuntarla. Per lui il gioco è veramente chiuso».

La guerra continua, però.
«La situazione sul terreno indica che, dal punto di vista operativo, la marea è cambiata. Aumentano i riconoscimenti del Consiglio transitorio e i ribelli si rafforzano. Gheddafi ha perso il vantaggio. Alla fine andrà come auspicato: a vincere sarà il popolo libico che potrà scegliere il proprio futuro».

Quando?
«La Nato deve realizzare il mandato dell’Onu – proteggere i civili ed attuare la No Fly Zone – indipendentemente dal tempo. La nostra determinazione non è cambiata».

Qual è il bilancio di quattro mesi di attacchi?
«Il primo giorno c’erano seri rischi di stragi e massacri di civili nell’Est, a Misurata come a Bengasi; adesso non è più così. A Ovest, Gheddafi aveva piena iniziativa e ora no. Mi sembra che i risultati siano evidenti ».

E dal punto vista militare?
«Oltre 17 mila missioni aeree, con 6500 «air strikes», hanno severamente indebolito le forze di Gheddafi. Quello che gli resta è difficile dirlo, anche perché non sapevamo quante forze avesse prima e quali erano in grado di combattere. Un parte degli aerei è neutralizzata. Radar e sistemi sono stati colpiti. Gheddafi non ha aerei o navi operativi».

A terra non è lo stesso, no?
«La dinamica è a favore dei ribelli, sebbene – dal punto di vista della capacità militare e della potenza di fuoco – non c’è stato ancora il sorpasso. Le cose stanno però cambiando rapidamente ».

Avete detto che colpirete anche obiettivi civili occupati dalle forze di Gheddafi. È una nuova escalation?
«Colpiremo obiettivi civili militarizzati. Se in una fattoria sono nascosti dei lanciamissili, non è più un obiettivo civile. Gheddafi è in difficoltà: maschera i siti per proteggere i mezzi».

C’è chi in Europa arma i ribelli. L’embargo non vale per loro?
«La Nato è responsabile per il Mediterraneo e a me non risulta che nessuno sia passato. Se trovassimo che un Paese, sebbene alleato, fa entrare armi in Libia, lo bloccheremmo».

I norvegesi lasciano la Libia. Sente aria di stanchezza?
«Io sto ai fatti. Nelle sedi ufficiali, anche recentemente, tutti hanno confermato l’impegno a mantenere la pressione militare “sino a che sarà necessario” ».

Molti Paesi tagliano i bilanci. La Difesa è a rischio. Allarmato?
«I problemi ci sono e sarebbe irresponsabile, nel mio ruolo, non essere preoccupato, pur nella consapevolezza delle difficoltà economiche e finanziarie complessive che richiedono politiche molto accorte. Vale anche per la Sicurezza. Ora bisogna vedere se questa tendenza continuerà in misura eccessiva ».

Qual è la soluzione?
«C’è una spinta a concentrare le risorse per spenderle meglio. Può essere un bene. Si cerca di essere più selettivi ed efficienti e andare verso capacità sempre più comuni».

Unire gli eserciti per risparmiare? «Oggi è utopia. Ma se mettessimo insieme i bilanci della difesa europea, l’effetto non sarebbe trascurabile. Qualcuno potrebbe pensarci».

È quasi caduto il governo sulla durata della missione libica. Creano problemi le incertezze di Roma?
«Non parlo mai di politica interna. Ripeto: bado ai fatti. E i fatti dicono che l’Italia si comporta come un partner molto motivato per l’Alleanza».

In Kosovo, gli uomini Nato (Kfor) sono stati costretti a intervenire per riportare l’ordine. C’è chi nota come la missione Ue (Eulex) sia svanita al primo attacco.
«Non è così. Si sono verificati eventi che Eulex non aveva la capacità di controllare e solo Kfor poteva farlo».

Eulex era pensata per sostituire la Nato gradualmente…
«Avverrà quando avremo le condizioni. Eulex non è solo una missione di polizia. Fra noi c’è dialogo quotidiano, ognuno fa la sua parte. La soluzione del problema Kosovo non può che essere politica. Cerchiamo di risolvere i problemi per consentire all’Ue di consolidare il dialogo».

È presto perché Kfor se ne vada?
«C’è un percorso per una uscita. Non è legato a date, bensì al ripristino della sicurezza. Tutte le missioni devono finire, ma solo una volta conseguito il loro scopo. Ci si basa sulle condizioni, non sul calendario. Gli alleati, Italia compresa, lo sanno bene».

Annunci

Informazioni su Antonio Conte

Docente Miur - Laboratori Tecnologici e Tecniche della Comunicazione Multimediale

Discussione

Non c'è ancora nessun commento.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Annunci

Online da Agosto 2009

  • 982,281 accessi

Le Rubriche

Follow Rassegna Stampa Militare on WordPress.com

Inserisci la tua e-mail per ricevere notifica di nuovi articoli.

Segui assieme ad altri 1.211 follower

Cronologia News per mese

La Fanteria

Follow on Bloglovin

Cronologia post

agosto: 2011
L M M G V S D
« Lug   Set »
1234567
891011121314
15161718192021
22232425262728
293031  

Venosa/ Chiesa SS. Trinità

Pirateria in Corno d’Africa

RSM è stato segnalato su:

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: