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Roma/ Arerei AMX. Rientrati i “Black Cats” dall’Afghanistan


Tornano a casa dopo quattro anni e mezzo i caccia AMX dell’Aeronautica Militare impiegati in Teatro Operativo afghano dal 2009 fino alla settimana scorsa. I tre velivoli (il quarto è rimasto fermo negli Emirati Arabi per un guasto all’impianto di condizionamento) hanno toccato il suolo italiano alle ore 11:15 dello scorso 20 giugno, sulla pista dell’Aeroporto Militare di Pratica di Mare.

Adesso è ora di tirare le somme per “la più lunga missione dell’Aeronautica Militare con velivoli da caccia dopo la Seconda Guerra Mondiale“, come l’ha definita il Capo di Stato Maggiore dell’A.M., Generale di Squadra Aerea Pasquale Preziosa, intervenuto alla cerimonia di rientro unitamente al Generale di S.A. Maurizio Lodovisi, Comandante la Squadra Aerea.

Il Generale Preziosa ha autorizzato in prima persona l’ingresso degli AMX nello spazio aereo della base pometina, tramite una postazione radio approntata nelle immediate vicinanze della pedana riservata alle Autorità.

Un po’ di storia recente: gli AMX (conosciuti come “Ghibli”) hanno fatto parte della “Task Force Black Cats”, con sede sull’aeroporto di Herat, inseriti nel dispositivo italiano in seno alla missione ISAF (International Security Assistance  Force) a guida NATO. Gli assetti e il personale provengono dalle due basi italiane che hanno in forza questo aereo di produzione italo-brasiliana: il 32° Stormo di Amendola (Foggia) e il 51° Stormo di Istrana (Treviso), per un totale di circa 200 uomini impegnati, a rotazione, nel Teatro Operativo centro-asiatico.

Ma cosa hanno fatto in questi anni i nostri piloti e i nostri specialisti in Afghanistan? Essenzialmente missioni di ricognizione e di supporto aereo ravvicinato alle forze alleate e afghane sul terreno. Un ruolo fondamentale per garantire quella cornice di sicurezza necessaria da un lato a rendere meno rischioso il lavoro sul campo degli Alleati, e dall’altro quello di favorire lo sviluppo e la piena capacità dell’esercito afghano, titolare di sempre maggiori e più complessi compiti in vista del futuro graduale ripiegamento delle forze NATO. Tutto questo lavoro è stato portato avanti dai “Black Cats” senza alcun danno collaterale, come ha tenuto a sottolineare lo stesso Capo di Stato Maggiore Gen. S.A. Pasquale Preziosa durante il suo discorso di ringraziamento a tutti i protagonisti di questa missione, piloti in primis, accolti dal n° 1 dell’A.M. appena scesi dai loro velivoli.

Ad accogliere gli uomini del 32° Stormo e del 51° Stormo non c’erano soltanto le Autorità militari dell’Arma Azzurra, ma anche moltissimi familiari (tanti bambini), raccolti intorno ad uno striscione (un banner, come direbbero gli anglofili) dalla scritta tanto semplice quanto profonda: “Ben tornati a casa Black Cats”. Il sostegno della propria famiglia è senza dubbio una componente fondamentale per tanti uomini e donne in divisa che affrontano con passione il proprio lavoro in Operazioni Fuori i Confini Nazionali, e anche il rientro degli AMX dall’Afghanistan ha dimostrato ancora una volta questo assunto.

Qualche numero e qualche fatto riguardante la lunga missione dei “Gatti Neri” in terra afghana: più di 3mila missioni per quasi 10mila ore di volo, una miriade di obiettivi raggiunti durante attività di supporto aereo ravvicinato e appoggio tattico alle truppe in operazioni (close air support) e ricognizione aerea finalizzate a supportare le esigenze di intelligence, sorveglianza e ricognizione (ISR).

Senza dubbio si chiude una pagina importante nell’impegno dell’Arma Azzurra nelle missioni internazionali, una pagina fatta di indubbi successi e di attestati di stima e riconoscenza per i “Black Cats” da parte non solo degli Alleati ma anche delle Autorità italiane. Solo qualche settimana fa anche il Comandante del COI (Comando Operativo di Vertice Interforze), Gen. di Corpo d’Armata Marco Bertolini (EI) aveva avuto modo di apprezzare il lavoro di piloti e specialisti dell’A.M. all’indomani dell’ennesimo obiettivo centrato (la distruzione di un ripetitore radio usato dai talebani in Gulistan), proprio qualche giorno prima del “trionfale” rientro dei “Gatti Neri” in Italia.

Francesco Tulliani

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Informazioni su Redazione

Docente Miur - Dipartimento Audiovisivi

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