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Agroalimentare/ Corpo Forestale. Ispettorato Generale e la Formazione sulla Contraffazione


L’INCONTRO ORGANIZZATO DALLA COMMISSIONE PARLAMENTARE DI INCHIESTA SUI FENOMENI DELLA CONTRAFFAZIONE E DELLA PIRATERIA IN CAMPO COMMERCIALE HA AVUTO COME OBIETTIVO LA VALORIZZAZIONE DEL PRODOTTO ITALIANO DI QUALITÀ E LA TUTELA DALLE ALTERAZIONI CHE NE MINANO LA REPUTAZIONE E LA DIFFUSIONE

Roma, 19 gennaio 2012 –  La lotta alla contraffazione agroalimentare è l’obiettivo principale di tutti i membri della Commissione parlamentare di inchiesta sui fenomeni della contraffazione e della pirateria in campo commerciale riunitisi oggi a Roma, a Palazzo Rospigliosi sede della Coldiretti, in occasione della presentazione della Relazione sulla contraffazione nel settore agroalimentare.
Tra i partecipanti al Convegno anche il Corpo forestale dello Stato impegnato, tra le altre attività, nella lotta alle frodi e alle contraffazioni alimentari per la tutela del “Made in Italy” contro gli illeciti guadagni che danneggiano i consumatori e minacciano la legalità del mercato. La Forestale contribuisce alla sicurezza agroalimentare del cittadino effettuando indagini e controlli sulla qualità dei prodotti presso le aziende, in campo e nei centri di distribuzione. L’attività di coordinamento info-investigativa ed operativa è svolta sul territorio nazionale dal Nucleo Agroalimentare e Forestale (NAF), una struttura centrale altamente specializzata nel contrasto alla criminalità in ambito agroalimentare e nella lotta alla contraffazione dei prodotti di qualità.
Sotto la lente di ingrandimento nella Relazione presentata oggi le due principali condotte pericolose per la salute umana, l’adulterazione, ovvero l’intervento su una sostanza naturale preesistente, sostituendo, aggiungendo, sottraendo o modificando una miscela di elementi e la contraffazione, in linea di massima la creazione ex novo di una sostanza artificiale, utilizzando, in parte o in tutto, elementi diversi da quelli che dovrebbero comporla.
La contraffazione agroalimentare danneggia tutti, produttori e consumatori, visto che i primi si trovano ad operare in condizioni di concorrenza sleale, e i secondi acquistano alimenti convinti di avere un prodotto caratterizzato da una determinata origine e da un’elevata qualità corrispondente a quanto riportato in etichetta. Molto spesso, però, il consumatore si trova davanti un alimento di qualità inferiore a quanto atteso se non addirittura un prodotto potenzialmente nocivo alla salute.
Proprio per questo si rendono sempre più necessarie regole comuni e un maggiore coordinamento a livello nazionale ed internazionale tra i soggetti coinvolti nel settore della sicurezza agroalimentare.
Per una trasparenza della filiera produttiva è necessario agire con decisione in termini repressivi, ma occorre anche realizzare mirate campagne di informazione ed iniziative di cooperazione fra tutte le forze in campo per far comprendere ai cittadini i rischi che si corrono, soprattutto per la propria salute, nel caso di comportamenti negligenti o superficiali.
Non a caso, l’identità, la riconoscibilità, la provenienza e la tracciabilità dei prodotti alimentari sono diventati un’esigenza prioritaria e una necessità per consentire ai consumatori di acquistare alimenti sicuri e garantiti.
Tra le varie forme di contraffazione, la produzione di olio deodorato colpisce un prodotto di largo consumo e di significativa qualità. La deodorazione è un’operazione di rettifica dell’olio di oliva che consente di trasformare oli di oliva non commestibili di scarsa qualità in oli di oliva senza difetti, ma che una volta subito questo trattamento non possono più essere commercializzati come oli di oliva extravergine. Questa pratica illecita diventa quasi obbligatoria quando passa molto tempo tra la raccolta dell’oliva e la sua trasformazione, visto che potrebbero insorgere fermentazioni dannose alla qualità del prodotto, o in caso di super-maturazione delle olive o ancora nei casi di cattiva conservazione delle stesse.
Il Corpo forestale dello Stato nell’ambito dei controlli sulla sicurezza agroalimentare, inoltre, ha effettuato anche diverse attività investigative per la tutela della mozzarella di bufala, altro fiore all’occhiello del Made in Italy. Nel corso dei controlli da parte della Forestale è stato spesso accertato l’utilizzo di indicazioni in etichetta non regolari, tali da poter indurre in errore o in confusione il consumatore.

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