Cinefilia/ Netflix con Black Mirror spacca, ma non tutti lo sanno


La passione per il cinema è molto diffusa, ed esistono molti generi per molti pubblici, anche il modo di godere la visione è cambiata molto nel tempo e rappresenta un filone ecnomico e culturale non indifferente per le economie dei vari paesi. Nel panorama dei generi cinematografici abbiamo una moltitudine di sfumature, ma ci sono alcuni generi molto interessanti che fanno tendenza, sorprendono e vanno compresi più a fondo.

Noi ci occuperemo di un certo tipo di film, che possa piacere al nostro pubblico di lettori attenti e impegnati in argomenti delicati, strategici e a tratti necessari. Generi che piacciono anche a chi scrive e in cui vede innovazioni, contaminazioni ed evoluzioni del pensiero attuale.

Chi non avesse ancora visto un episodio di BLACK MIRROR, beh se ne faccia una ragione e si decida a scoprire il tipo di approccio narrativo della serie. Si trova su NETFLIX, distanti dal fare pubblicità al colosso cinematografico di Internet, forniamo qui le mere e asciutte informazioni per aiutare il lettore a raggiungere i contenuti di cui si discute.

Ora come al solito, non ce aria per i pigri, i quali possono trovare su una marea di di blog e siti specializzati, trame, personaggi e informazioni che riguardano il botteghino. Qui noi intellettuali ci soffermiamo sul fersante, a volte fortemente speculativo, della riflessione filosofica e semiologica.

Ogni episodio di BLACK MIRROR è, per così dire autoportante, ovvero non sono storie che vivono di due o più episodi ma si esauriscono nello stesso. Ciascuno di essi indaga aspetti inquietanti nell’analisi dell’impatto delle tecnologie, sempre più invasive, nella vita di noi umani. Si tratta di undagini davvero avveniristiche per molti ma per chi si porta avanti nella conoscenza di questi argomenti si tratta di argomenti che ci preparano al futuro prossimo.

Quando dico che ci preparano intendo dire che sono di prossimo avvento e spingono, per esempio, nella direzione di dover normare con leggi determinati cambiamenti per regolare la civile convivenza e l’uso corretto delle informazioni per determinare nuovi standard del concetto di PRIVACY.

Il tema non parte da se, cioè da questa serie di NETFLIX, ma da lontano, e gia nel secolo scorso alcuni scrittori avevano iniziato a delineare queste problematiche, pensiamo a Isac Asimov, a Giulio Verne, e poi ad altri più recenti come  William Gibson, con Neoromante, primo della Trilogia dello Sprawl, che diede impulsi a concetti innovativi come MATRIX. Radice in campo cenematografico, di pellicole davvero d’avanguardia e iconiche come BLADE RUNNER, del quale film citiano il celebre aforisma:

La sequenza di Blade Runner in cui Roy Batty pronuncia il celebre monologo

Certo il percorso è lungo da fare anche per la vastità dei titoli filmici prodotti finora sul tema, ma il focus fondamentale è che la tecnologia sta cambiamando il modo di pensare e la bioetica si sta occupando anche di come impatta neurologicamente sulla formazione chimico fisica del nostro cervello. I temi dell’ETICA nel rapporto con le tecnologia è davvero interessante e la cinematografia aiuta il pubblico a riflettere sul nostro futuro prossimo e remoto.

Molto presto come cività umana ci ritorveremo a vivere stabilemtne sulla Luna o su Marte o a vagare su stazioni spaziali orbitanti o no e dovremo abituarci a ragionare tra noi a che di questo.

La redazione


Scopri di più da Rassegna Stampa Militare

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

Un pensiero riguardo “Cinefilia/ Netflix con Black Mirror spacca, ma non tutti lo sanno

I commenti sono chiusi.