Pag.23 Guerra di Genere

Guerra di Genere/ Progetto Antigone, «Parole e Sassi – un racconto per le nuove generazioni»


Riceviamo e con piacere pubblichiamo il comunicato per presentare il progetto «Parole e Sassi – un racconto per le nuove generazioni». A partire da oggi, lunedì 7 maggio, le interpreti porteranno il racconto in giro per l’italia tra le scuole elementari di varie regioni.

SNOQ ] Antigone raccontata ai bambini. Una storia che sarà narrata ai bambini di ogni regione da un’attrice diversa e che i bambini a loro volta narreranno con le stesse modalità, contribuendo a salvarla trasmettendone la memoria: in famiglia, agli amici, a scuola. Nella produzione sono coinvolte diciotto giovani attrici professioniste, ciascuna residente in una diversa regione italiana e in forte contatto culturale col territorio d’origine.

Il progetto che si chiama «Parole e Sassi – un racconto per le nuove generazioni», è dedicato ad Antigone, la figura femminile creata da Sofocle, che da più di duemila anni simboleggia il conflitto tra donne e potere, tra sfera privata e sfera pubblica, tra famiglia e stato, tra obbedienza e disobbedienza.

Ideazione e coordinamento di Letizia Quintavalla, Renata Palminiello, Patrizia Romeo, Agnese Scotti, Rosanna Sfragara; Marina Olivari comporrà un diario del percorso.

«Parole e Sassi» è un progetto di militanza femminile, che si confronta con il movimento delle donne nato il 13 febbraio 2011 Se non ora quando?. Un’azione politica portata avanti da giovani donne, orientata a dare un contributo fattivo e di autopromozione al lavoro dell’attrice, che in Italia ora, è più che mai precario.

Un progetto autoprodotto, insolito nella genesi e nello sviluppo reticolare e unitario al tempo stesso, frutto della partecipazione individuale delle singole interpreti e radicato nei territori regionali, ma allo stesso tempo portato a coesione da un coordinamento unitario che troverà un momento conclusivo di lavoro comune a Parma, tra fine aprile e inizio maggio, con la guida della regista e drammaturga Letizia Quintavalla. Dopo la residenza di dieci giorni dell’intero gruppo di attrici, ospiti del Teatro delle Briciole – Solares Fondazione delle Arti di Parma, durante la quale si è compiuto il lavoro drammaturgico e scenico, a partire dal 7 maggio ciascuna interprete porterà il racconto nelle scuole delle varie regioni italiane: Alice Bescapè in Lombardia, Patrizia Camatel in Piemonte, Sara Canu in Sardegna, Barbara Caviglia in Valle d’Aosta, Mariangela Celi in Abruzzo, Renata Falcone in Calabria, Antonella Iallorenzi in Basilicata, Simona Malato in Sicilia, Milena Fois in Liguria, Renata Palminiello in Toscana, Micaela Piccinini nelle Marche, Soledad Riva in Trentino, Valentina Rivelli in Friuli Venezia Giulia, Patrizia Romeo nel Lazio, Agnese Scotti in Emilia-Romagna, Rosanna Sfragara in Veneto, Serenella Tarsitano in Campania, Caterina Valente in Puglia.

Il lavoro sul testo, compiuto in questi mesi dal gruppo di lavoro, ha ripercorso il lungo cammino di riscritture e di regie che hanno segnato il complesso destino teatrale di Antigone, da Anouilh a Brecht, dal Living Theatre alla recente riduzione per ragazzi di Ali Smith. Un percorso che è poi quasi naturalmente tornato a Sofocle, all’essenza del testo originario, nel quale sono presenti allo stato incandescente i motivi fondamentali del dramma.

Rivolto ai bambini tra gli otto e i dieci anni, il racconto è fatto con parole e sassi.

I Sassi – racconta Letizia Quintavalla – in molte culture hanno un forte significato rituale, hanno a che fare col sacro in senso lato, e nel nostro racconto, nella mescolanza con le parole e i gesti della Narratrice, i sassi, fissando simbolicamente le parole, diventano legame tra pensiero e azione. A volte mossi come su una scacchiera, altre lasciati immobili sulla terra o scagliati nell’ira, diventano suggeritori di gesti dai quali si snoda il rito della tragedia.

Al termine del racconto ogni attrice lascia le parole (il copione) e i sassi ai bambini, perché raccolgano il testimone della narrazione e raccontino la tragedia di Antigone ad altri. L’obiettivo è che questa storia sia raccontata più volte possibile. Una piccola sopravvivenza, nello spirito indicato da Georges Didi – Huberman nel suo libro Come le lucciole (risposta all’articolo di Pasolini sulla scomparsa delle lucciole come emblema del genocidio culturale compiuto dalla civiltà dei consumi) per tentare una riflessione su come possiamo preservare anche quello che sembra condannato alla sparizione.

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