Pag.40 Orme dei Dinosauri

Film/ Il padre e lo straniero di Ricky Tognazzi


Tra le attività del BIF di Bari dell’edizione 2011 si vuole scrivere almeno una recensione. Non che tutto il resto non sia di nota, anzi ci auguriamo che torni con maggiore portata il prossimo anno. Al pubblico pugliese, s’è visto che piace, e non solo a lui. Molte infatti le visite oltre regione.

Bello, a dispetto di certa critica, il film di Ricky TognazziIl padre e lo straniero” andato in onda al Galleria di Bari, in Corso Italia il 26 gennaio scorso. In sala lo stesso Tognazzi, accompagnato dalla moglie, nota attrice, Simona Izzo con la quale ha presentato il suo ultimo lavoro.

113 minuti di immagini travolgenti, grandi primi piani, camera in continuo movimento e panoramiche a scorrimento orizzontale con grand’angolo. Sul piano delle riprese si vede un certo impegno e una interessante ricerca che riesce a fare una certa differenza, quasi a sperimentare tecniche nuove, interessanti, ma non proprio nuove, le riprese dall’alto e le riprese all’indietro a precedere il personaggio.

Introduzioni nel cinema italiano forse dettate dalla modernità e dalle nuove tecnologie che propongono nuove possibilità per la leggerezza delle attrezzature, o semplicemente per tentare di stare al passo della tecnica dei seriali polizieschi e di thriller americani a sfondo scientifico che privilegia grande dinamismo dell’operatore di ripresa.

Tuttavia, vi è molto da dire anche sulle tematiche affrontate, e in parte si concorda con alcuni colleghi della critica che fanno notare quanta ‘roba’ è stata messa sul piatto. Vediamone le principali. Il tema dell’amicizia tra Diego e Walid che si conoscono per caso nel frequentare lo stesso istituto e diventano amici. Diego è Alessandro Gassman, padre di Giacomino di 8 anni e Walid personaggio di Amr Waked padre di Yasef, un bimbo di due anni affetto da una rara malattia. Amicizia che di fatto trasforma Diego che scopre grazie a Walid una nuova dimensione di padre.

Il film propone anche la vita di un tranquillo impiegato ministeriale con una bella moglie extracomunitaria dalla interessante professione di fotografa che a causa della malattia di Giacomino è costretta a trascurare. Lisa, il personaggio interpretato da Ksenia Rappoport, è bravissima, convince mentre svela la sorpresa nel riconoscere il cambiamento di Diego, in modo magistrale e sincero. Ma, in tema di intercultura vi è anche la relazione di amicizia che Diego e Walid, descrivono alimentando una sorta di dialogo-confronto dalle grandissime proporzioni che, però non esauriscono.  Ne, si può dire troppo in un film in cui vi è davvero tanto, dai rituali stranieri, allo spionaggio, a misteriosi viaggi in Siria. Rompicapi, indizi e segreti si sciupano per creare tanta suspense e tensione che  si fa fatica, quasi, a tenere il filo degli eventi.

Non basta, tutta la trama poggia su una questione della malattia rara che affligge la famiglia, e si propongono  diverse letture nei diversi comportamenti di diverse persone. Insomma in una sorta di storia parallela tra Diego e Walid che, dopo il loro incontro, si intrecciano e si modificano reciprocamente, forse non mi modo perfettamente simmetrico. Inoltre non viene esclusa Lisa che propone il dramma della madre di fronte al problema di assistenza ad un figlio che richiede una sequela costante tale da annientare la sua personalità e la professionalità, e ovviamente la relazione con marito, che non nasconde a volte anche la vergogna per il figlio malato, salvo poi a riscattarsi, e vedremo e, in che modo.

I minuti passano in fretta e grazie alla scansione ritmata di novità che non cessano ad arrivare fino alla fine del film.

Bello il ruolo, anche se breve di Gullotta, come agente segreto che tutto sa e tutto compie per la protezione del cittadino, anche quando questo, resistendo si avventura in territori pericolosi quelle delle torbide relazioni internazionali.

Insomma vi è tanto da gustare nel film, che sembra addirittura un film programmatico, ovvero che ha in se tanti temi che Ricky Tognazzi, quale regista, vorrà (forse) sviluppare in altri (speriamo) altrettanto avvincenti film.

Antonio Conte

Informazioni su Direttore Editoriale

Esperto in Comunicazione visive

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