Milano/ Esce “Il Secolo” di Edoardo Sonzogno.


Tullio Brianzi (19th-20th century), Monument t...
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«Il Secolo» di Edoardo Sonzogno esce a Milano il 5 maggio 1866, ed è considerato il primo quotidiano moderno all’italiana, costa 5 centesimi, è formato con 4 pagine a cinque colonne, come è di tradizione in questi anni, ma promette di essere più ricco e tempestivo degli altri, e di garantire una completa esposizione dei fatti che stanno per svolgersi: “la terza guerra di indipendenza”.

«Il Secolo» da un forte incitamento all’impegno per la ripresa di “Venezia“: la poveretta che ha tanto aspettato e tanto patito. Inoltre da molti dettagli degli eventi.

«Il Secolo» di ispirazione democratica fu validamente diretto da Ernesto Teodoro Moneta, pacifista europeo e futuro premio Nobel. Inoltre Sonzogno introduce Enrico Reggiani, che lungi dall’essere un contabile, di rivela un valido Direttore Amministrativo, approvando piani finanziari per il telegrafo, per le innovazione tecnologiche per la stampa del quotidiano e rivelandosi un ottimo organizzatore del lavoro dei dipendenti.

In seguito nel 1986, Moneta lascia la direzione all’Avvocato Carlo Romussi.

Tre le innovazioni introdotte fanno de «Il Secolo» un giornale moderno e concorrenziale:

  1. Rimanere democratico e non legarsi ad alcun movimento politico;
  2. Cronaca cittadina, un’invenzione dell’Avvocato Carlo Romussi, insegue i fatti e fatterelli, da voce alla povera gente ed ai protagonisti di vicende narrate in cronaca. Si realizza andando per strada, porta a porta, nei municipi e nei luoghi pubblici, parlando con le persone, visitando la stazione della Polizia, gli ospedali e i tribunali, anche valendosi di collaboratori.
  3. Ampio spazio alla cultura, al varietà ed al romanzo d’appendice anche pubblicando 2 puntante al giorno, sull’esperienza dei giornali parigini nel periodo di Napoleone III.

Nel 1871, al quotidiano milanese «Il Secolo»,  venne assunto anche Eugenio Torelli Viollier, ma vi rimase fino al 1872, occupandosi di cronaca nera e bianca, e di critica teatrale. Viollier, che era andato a Parigi con Alexandre Dumas Padre, editore del quotidiano di Napoli «L’Indipendente»,  aveva conosciuto qui l’editore Sonzogno col quale dal gennaio 1866 collaborò come redattore e direttore responsabile di due sui periodici: «L’illustrazione universale» e «L’Emporio pittoresco».

Nel 1883 il quotidiano ebbe la possibilità di dichiarare la tiratura media di 100.000 copie al giorno. Grazie al lavoro di Enrico Reggiani i guadagni derivanti dalla vendita della pubblicità raggiunsero cifre da record per un quotidiano italiano: l’incasso della sola pagina degli avvisi pubblicitari raggiungeva e superava le 100.000 lire.

Nel 1885 «Il Secolo» le cui finanze erano ben sorvegliate, si dotò di un servizio telegrafico quotidiano da Roma e Napoli (all’epoca un telegramma normale costava circa 20 lire) e non si fece mancare le corrispondenze dalle principali capitali europee.

Furono anche dismesse le vecchie rotative a vapore e a doppia reazione, ora «Il Secolo» disponeva in tipografia di macchine rotative moderne con motori a gas da 15.000 copie stampate all’ora, innovazione che permise un aumento del numero del numero dei fogli. Ormai il giornale aveva assunto le dimensioni di una grossa impresa editoriale moderna che poteva permettersi come ancora oggi accade (2011) la distribuzione assieme al quotidiano di periodici come «La Settimana Illustrata» e «L’Emporio Pittoresco» e distribuiti gratuitamente agli abbonati, per i quali erano anche previsti ogni anni dei ricchi premi a sorteggio.

Nel 1887 venne lanciata una grande iniziativa editoriale: Le Cento città d’Italia, enciclopedia a fascicoli in uscita ogni mese, in abbinamento col quotidiano. Le uscite si protrassero ininterrottamente per 15 anni, fino al 1902 per un totale di 192 numeri. Ogni fascicolo costava 10 centesimi (gratis per gli abbonati).

Pur avendo un intento ed uno stile divulgativi, la collana si avvalse anche di scrittori del calibro di Cesare Cantù e Grazia Deledda, oltre a numerosi esperti locali.

Nel 1895 il Supplemento de’ «Il Secolo» pubblicò la Lettera  di Felice Cavallotti indirizzata agli onesti di tutti i partiti (datata 15 giugno) in cui il deputato radicale accusava il primo ministro Francesco Crispi di corruzione e concussione, era lo scandalo della Banca Romana.

«Il Secolo»  chiude il 30 Marzo 1927.

Antonio Conte

Riferimenti

Milano/ Attilio Manzoni inventa la prima concessionaria di pubblicità


La Manzoni fu la prima concessionaria di pubblicità italiana. Nel 1863 il farmacista bresciano Attilio Manzoni fonda la A. Manzoni & C. come società di commercio all’ingrosso di prodotti farmaceutici e chimici.

La pubblicità dei prodotti farmaceutici

La genialità e l’intuito di Manzoni si fanno subito evidenti quando, in un momento in cui la pubblicità è ancora agli inizi, egli ne intuisce l’importanza e il valore commerciale.

In un contesto in cui la pubblicità non si era ancora rivelata come mezzo essenziale per far conoscere i prodotti alla vendita, Manzoni ha l’idea di appaltare per sé e per i suoi amici una parte dei giornali italiani dell’epoca.

Questi spazi vengono direttamente utilizzati per promuovere i prodotti della propria azienda e delle case farmaceutiche estere, di cui si era intanto assicurato la rappresentanza esclusiva per la vendita nel nostro paese.

Quarta pagina

L’intuizione di Manzoni è corretta e comincia a diventare un business. Così, la “quarta pagina”, destinata agli avvisi commerciali, comincia ben presto ad ospitare anche la pubblicità di aziende e prodotti che nulla hanno a che fare con l’industria farmaceutica e chimica.

Compravendita di inserzioni pubblicitarie

Attilio Manzoni crea così una vera e propria attività, fino ad allora inesistente: l’amministrazione della pubblicità sui giornali e sulle riviste.
E’ probabilmente il primo in Europa ad impostare un sistema di compravendita delle inserzioni pubblicitarie.

Riferimenti

Blog sul tema della Difesa e la Cooperazione Internazionale, di Antonio Conte. Edito dal 2009

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