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Pag.24 Pirateria Marittima

Pirateria/ La vicenda dei Marò in India. Il commento di una nostra lettrice


di Antonio Conte – La questione dei Marò, i nostri fucilieri italiani delle militari appartenenti alle Forze speciali da Sbarco San Marco si dice sia indecorosa e mal gestita e questo appare chiaro fin da subito. Le autorità inquirenti italiane dovrebbe anche considerare le fasi critiche iniziali di questa a dir poco imbarazzante vicenda. Ai lettori appare ‘indigesto’ e non convince neanche il silenzio della Farnesina, e l’invito a mettere sottotono la questione.

Molta parte dei cittadini avverte che questi uomini altamente specializzati appartenenti ad una delle Forze Armate Speciali delle quali siamo più orgogliosi, non possano aver commesso un errore così banale, specie in una delle prime operazioni di contrasto al fenomeno della Pirateria nelle acque somale e dell’Oceano Indiano e presso le coste del Pakistan e India, ecc.

Si parla di errore per almeno quattro motivi, uno perché evidentemente non si può pensare che l’atto omicida, (che ha coinvolto i due pescatori ma da responsabili ancora sconosciuti), sia stato intenzionale (nell’assurda ipotesi che siano stati i marò italiani. Ma non sono stati loro), è fuori da ogni logica, comportamento, norma di legge e costituzionale, di Credo e tradizione nella cultura italiana che non prevede in alcun caso di sopprimere vite (che non sia l’aborto, sic!), ancor più se fatti da rappresentati istituzionali quali sono i nostri Marinai. Il secondo motivo per cui si parla di errore è che la nave in questione, la Enrica Lexie, non c’entra nulla con la barca dei pescatori, la nota della Marina Italiana parla infatti di una imbarcazione con cinque persone armate e non certo di due pescatori. Terzo motivo di errore è che i due marò non hanno sparato contro l’imbarcazione ma solo in acque lontane e poi vicine alla stessa senza colpirla. Infine il quarto motivo per cui si parla di errore è la mancanza di azioni intraprese da parte delle autorità indiane, e forse l’impossibilità oggettiva, di poter avviare l’inchiesta per accertare le responsabilità delle altre due navi ‘gemelle’ che quel giorno navigavano nelle aree sensibili. Altre motivazione che spingono a classificare il comportamento delle autorità indiane come non obiettive e di parte sono le opportunità politiche elettorali, e quelle economiche istituzionali.

Dal canto nostro, la perfetta buona fede degli equipaggi civili e militari si dimostra dal comportamento avuto nelle ore successive e dalla collaborazione prestata alle autorità indiane, a questo punto si direbbe ingenuamente prestata. Se infatti l’atto così scellerato fosse stato davvero compiuto, la nave con tutti gli equipaggi avrebbero scelto un comportamento opposto, di fuga e difensivo per esempio e non certo di collaborazione: comportamento ravvisabile nella condotta del comandante della nave, l’equipaggio ed i militari. Invece è tutto da dimostrare la buona fede delle autorità indiane nel mettere in piedi un gioco così macchinoso e malizioso a dispetto delle regole e del diritto internazionale.

Il movimento dei dissidenti – della linea politica e diplomatica adottata ma che si dicono a favore della Marina Miliare, e tuttavia molto rispettoso delle istituzioni; qui a Bari si sono mobilitate tutte le Associazioni d’Arma pugliesi in servizio attivo e non, ed ancora ieri una delegazione dell’Associazione Marinai di Bari aveva organizzato ancora (dopo il 16 marzo 2012) per il 31 marzo una manifestazione a favore dei Marinai del San Marco, che si ricorda sono ancora detenuti in India, (fermo prorogato ancora per 14 giorni) per un corteo che si sarebbe mosso verso la Prefettura per consegnare un documento al Prefetto – è fatto da uomini d’arme, loro familiari, ma anche da moltissimi cittadini a giudicare dei commenti e dalla mobilitazione che monta nei vari social network, tra tutti Facebook e Twitter.

A dimostrazione di ciò pubblichiamo un commento ad un post di ieri in cui erano inserite due foto scattate sul lago di Como in solidarietà ai Marò, della stessa lettrice Marianna Costa Weldon.

Antonio Conte

Pirateria/ Marò imprigionati in india. Ma quali attivisti?!

di Mariana C.W. – Eh si! È una vera, grande vergogna, come illustrano le parole su una delle due locandine: “Alcuni Uomini, molte volte, nel loro dovere, dimostrano più dignità dei rappresentanti politici dello stato al quale appartengono, dando così onore e dignità al popolo intero!”

Ed abbiamo veramente tanto bisogno di aver riconosciuti il nostro onore e la nostra dignità, elementi integranti e identificabili nel popolo italiano, quello minuto, di noi piccoli mortali, ligi al dovere e ai dettami di giustizia, amore e libertà.

Se la situazione fosse rovesciata, ossia se i militari fossero dell’altro stato, certamente non ci si sarebbe comportati così. I nostri politicuzzi da strapazzo si sarebbero inchinati, avrebbero fatto i salti mortali, girato e rigirato le cose, e non avrebbero agitato ‘le acque’, anzi…

Quello che appare più ripugnante è il comportamento ‘illegale’, contro il diritto internazionale, da parte di gente che delle vite umane non ha alcun rispetto – particolarmente a casa loro, né altrove peraltro, che sicuramente, a certi livelli, si aiuta e nasconde la pirateria, e che si permette pure di considerare l’Italia un paese di Pulcinella [e non dico per ‘sentito dire‘ L ma con cognizione di causa!]…

Questo sconcio episodio  dimostra, ancora una volta, la fragilità dell’individuo (qui i due Marò) davanti alle istituzioni gestite da incapaci, pusillanimi e da gente che pensa solo alle proprie tasche e non al paese tutto — quelle per cui l’individuo/il cittadino opera e presta servizio in buona fede — magari anche errando, visto che errare è umano — e che lo abbandonano, almeno così appare al cittadino per bene che osserva lo svolgersi o l’impantanarsi della situazione.

Se i due Marò fossero stati “attivisti” [dei mie stivali — scusate ma ne ho abbastanza dell’ignoranza di coloro che chiamano o si autodefiniscono‘attivisti’per la maggiore gente senza conoscenza, coerenza, onestà e progetti di cambiamento e miglioramento sociale] allora la stampa tutta, soprattutto le “grandi testate” hihihi, avrebbe fatto una gran cagnara e campagne senza fine… invece… trattandosi di servitori dello stato, ossia dei cittadini tutti e non di qualche partitucolo di dx o sx… eh be’, allora si tira a campà!

Appena i carcerieri chiederanno ‘un riscatto’ ben salato, e i politicuzzi accetteranno di pagarlo… trovando i fondi chissaddove L… forse le acque si smuoveranno a favore di due Uomini che hanno agito secondo la legge a quanto ci consta,*** visto che ciò che segue il primo resoconto finora non è mai uscito da una storiella confusa e confusionaria com’è tipico della stampa nostrana e non… In ogni caso, da cittadino benpensante, ho più fiducia nei Marò e nella Marina che in qualsiasi altra pedina di questa torbida faccenda [perché inquinata da troppi interessi e maneggi politici in cui la legalità e la legge non entrano e non escono!].

Sto ancora ridendo da matti ad un’intervista fatta al capitano del peschereccio (sic) … che stranamente si aggirava intorno al mercantile in un mare tanto vasto [e nessuno se l’è mai chiesto?] … dal settimanale OGGI trovato per caso e di cui lessi solo l’intervista, per capire che frulla per la testa di chi crea opinione. Le cose da pubblicare sarebbero ben altre… ma, al solito, l’ignoranza fa da padrona: ignoranza delle situazioni, delle culture, delle realtà, della verità, della legge!

Con la Marina, e con tutti sostenitori della legalità e del valore delle Forze Armate Italiane, sostengo e prego per i Marò.

Mariana C. W.

*** “I due fucilieri del Reggimento San Marco, uomini addestrati a pensare prima di agire,  sono intervenuti esclusivamente secondo le procedure e nell’ambito delle misure che riguardano la lotta alla pirateria. Hanno sparato colpi di avvertimento in aria e in acqua (warning shots) per salvaguardare il “proprio” territorio, rispondendo in pieno alle norme esistenti. Vale a dire, proteggere la sicurezza dei traffici marittimi da un’attività criminosa che mette a repentaglio le libertà economiche e personali dell’alto mare.

L’azione degli uomini della Marina Militare, imbarcati sulla Enrica Lexie come Nucleo Militare di protezione, è avvenuta in acque internazionali nel rispetto delle risoluzioni Onu e della legge n.130 del 2 agosto 2011; e si è sviluppata contro un’imbarcazione da definirsi «nave sospetta di pirateria».

I fucilieri del Reggimento San Marco sono intervenuti mercoledì scorso, alle 12.30 italiane, mentre la Enrica Lexie navigava al largo della costa Sudoccidentale della penisola Indiana e dopo aver avvistato un’imbarcazione con cinque persone armate in fase di avvicinamento. Nonostante le segnalazioni ottiche e la procedura di identificazione effettuata dai fucilieri, l’imbarcazione ha proseguito la sua rotta. A quel punto, gli uomini della Marina Militare hanno esploso tre serie di colpi in mare (20 in tutto) a scopo dissuasivo e senza mai colpire lo scafo della “nave sospetta di pirateria”. Dopo l’ultima serie, l’imbarcazione  si è allontanata dalla nave italiana.”

Cito da: “Dossier “Pirateria”  Pirati/ I Fucilieri del Reggimento San Marco non hanno sparato sul peschereccio  Posted by Antonio Conte ⋅ 21 febbraio 2012
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Esperto in Comunicazione visive - Fondatore dei Blog "Rassegna Stampa Militare", "Studenti Creativi, "Le Orme dei Dinosauri", "Cronache Venosine"

Discussione

6 pensieri su “Pirateria/ La vicenda dei Marò in India. Il commento di una nostra lettrice

  1. Cari lettori,
    Vediamo di analizzare razionalmente le affermazioni indiane:

    • i nostri Fucilieri avrebbero sparato senza motivo, anzi peggio, per qualche loro scopo malvagio, ricordiamo che sono stati definiti “terroristi” da alcune autorità indiane.
    • una volta dato inizio a questo orrendo crimine non lo avrebbero portato a termine eliminando l’intero equipaggio indiano ed affondando la loro imbarcazione, lasciando in vita potenziali testimoni.
    • non avrebbero imposto, magari armi in pugno, al capitano della “Enrica Lexie” di allontanarsi immediatamente, ma avrebbero invece accettato di farsi da lui di fatto consegnare nelle mani degli Indiani; malvagi ed idioti dunque!
    • i superstiti del “peschereccio” indiano dormivano e non hanno letto il nome della nave.
    • tutti i media indiani sposano acriticamente la versione del loro governo! Pare non vi siano voci critiche di rilievo.
    • un eminente uomo politico indiano dichiara, prima del processo, che i due Marò sono colpevoli e che la giustizia indiana è “equa ed imparziale”. Straordinario: così equa che si sa il verdetto prima del processo.

    Non riesco sinceramente a capire come una persona razionale ed intelligente possa accettare una versione dei fatti confezionata in modo così arrogantemente maldestro, sostenuta solo dalla prepotenza e dalla necessità di trovare un colpevole, umiliando nel contempo uno stato europeo ritenuto debole. Parimenti non riesco a comprendere come qualcuno in Italia possa ancora considerare l’India una “nazione amica”. Sarebbe auspicabile, poi, che membri delle nostre Forze Armate non fossero costrette dal nostro governo a cooperare, nell’ambito di missioni internazionali, con militari di uno stato che considera dei loro commilitoni alla stregua di criminali comuni.

    Carlo Bellandi

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    Pubblicato da Carlo Bellandi | 8 aprile 2012, 12:26
  2. grazie per le spiegazioni.

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    Pubblicato da Anonimo | 5 gennaio 2013, 00:30
  3. I Maro hanno sparato ad una barca di pirati che poi si è dileguata. Icolpi che hanno ucciso i pescatori indiani sono partiti da un altra nave che poi si e dileguata.

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    Pubblicato da giuseppe | 5 gennaio 2013, 00:34
  4. La vicenda e molto complicata,io soltanto spero che si fa di tutto per chiarire la situazione e per evitare in futuro simili situazioni.Una delle tante possibilita,sechondo me,e di attacare alle armi(oppure elmetti ecc.) un reggistratore video che cominci a reggistrare tutto che puo ogni volta che viene disattivata la sicura della arma.Cosi si potrebbe avere piu informazioni per imparziale giudizio,anche se nen risolverebbe del tutto problema….Comunque Italia si comporta come un paese debole difronte una nazione milliardaria!

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    Pubblicato da vyacheslav | 26 marzo 2013, 19:20

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